Perche' l'Asti Tosti e' il migliore?
Perche' abbiamo ottenuto grandi miglioramenti nella microbiologia enologica.
L’applicazione di nuove biotecnologie al metodo di produzione dell’Asti Tosti ha reso possibile un sensibile progresso qualitativo. L'Asti Tosti oggi è ancora più genuino, ancora più certificato, ancora più buono.
Perché l'Asti Tosti è un prodotto naturale.
L'Asti proviene dalla spremitura soffice di grappoli di dolcissima uva moscato, il cui mosto viene fatto fermentare con tecniche modernissime in autoclave, a bassa temperatura per conservare il massimo dei suoi aromi varietali e subito messo in bottiglia.
Perché operiamo una meticolosa selezione delle migliori uve.
Scegliamo solo le uve aventi le più idonee caratteristiche per farle diventare la base dell’Asti Tosti. La scelta viene effettuata all’interno della zona di produzione dell’Asti che comprende 52 comuni di 3 province (Asti, Alessandria e Cuneo) che formano la base ampelografica dell’Asti, 9120 ettari, con differenze di terreno, esposizione e giacitura, che producono uve dalle diverse caratteristiche.
Perchè la Tosti ha uno staff tecnico di grande esperienza e competenza.
Alla guida l’enologo Alberto Canino, allievo del Regio Istituto Enologico Umberto I° di Alba ove conseguì il titolo nel 1969, l’enologo Alberto Alciati e l'enologo Paolo Berutti. L'Asti proviene dalla spremitura soffice di grappoli di dolcissima uva moscato, il cui mosto viene fatto fermentare con tecniche modernissime in autoclave, a bassa temperatura per conservare il massimo dei suoi aromi varietali e subito messo in bottiglia.
Perché abbiamo adottato innovative tecniche di cantina.
Esse hanno consentito la drastica riduzione delle filtrazioni, e pertanto una salvaguardia delle caratteristiche aromatiche e della qualità finale di questo prodotto unico. L’Asti Tosti è il risultato del costante perseguimento dell’eccellenza qualitativa.
Perché le uve selezionate rappresentano il patrimonio dell'azienda.
Esse provengono da 200 aziende agricole che rappresentano i conferitori storici di Casa Tosti, collocate nelle microzone più vocate: Canelli (loc. Sant’Antonio e Castellero dove risiede l’Azienda agricola di proprietà di Giovanni Bosca da cui proviene la maggiore quantità relativa di prodotto) e Calosso, il cuore dell’uva Moscato, con la maggior ricchezza zuccherina e di aromi; Santo Stefano (loc. Bauda e Moncucco), buon equilibrio acido, aromi e zuccheri mediamente alti; Valdivilla e Mango elevato tenore in acidi organici, medio in aromi e zuccheri medio-bassi; Bubbio, Loazzolo, Cossano freschezza aromatica unita a ottimo equilibrio acido, nelle giuste proporzioni fra di esse.
"Oltre 70 anni di vendemmie ci confermano che il raggiungimento di questo blend di uve è il compendio ideale e la più intima sintesi di qualità realizzabile".





